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Pista nera- di A Manzini (libro)
04/04/2018

CICLO: CIACK, SI LEGGE

Le parole in movimento: quando la letteratura diventa cinema

 

Lettura di alcuni capitoli del libro “Pista nera”, di Antonio Manzini, casa editrice Sellerio

 

Semisepolto in mezzo a una pista sciistica sopra Champoluc, in Val d’Aosta, viene rinvenuto un cadavere. Sul corpo è passato un cingolato in uso per spianare la neve, smembrandolo e rendendolo irriconoscibile. Poche tracce lì intorno per il vicequestore Rocco Schiavone da poco trasferito ad Aosta: briciole di tabacco, lembi di indumenti, resti organici di varia pezzatura e un macabro segno che non si è trattato di un incidente ma di un delitto. La vittima si chiama Leone Miccichè. È un catanese, di famiglia di imprenditori vinicoli, venuto tra le cime e i ghiacciai ad aprire una lussuosa attività turistica, insieme alla moglie Luisa Pec, un’intelligente bellezza del luogo che spicca tra le tante che stuzzicano i facili appetiti del vicequestore. Davanti al quale si aprono tre piste: la vendetta di mafia, i debiti, il delitto passionale. Difficile individuare quella giusta, data la labilità di ogni cosa, dal clima alle passioni alla affidabilità dei testimoni, in quelle strette valli dove tutti sono parenti, tutti perfettamente a loro agio in quelle straricche contrade, tra un negozietto dai prezzi stellari, un bar odoroso di vin brulé, la scuola di sci, il ristorante alla mano dalla cucina divina.
Quello di Schiavone è stato un trasferimento punitivo. È un poliziotto corrotto, ama la bella vita. È violento, sarcastico nel senso più romanesco di esserlo, saccente, infedele, maleducato con le donne, cinico con tutto e chiunque, e odia il suo lavoro. Però ha talento. Mette un tassello dietro l’altro nell’enigma dell’inchiesta, collocandovi vite e caratteri delle persone come fossero frammenti di un puzzle. Non è un brav’uomo ma non si può non parteggiare per lui, forse per la sua vigorosa antipatia verso i luoghi comuni che ci circondano, forse perché è l’unico baluardo contro il male peggiore, la morte per mano omicida («in natura la morte non ha colpe»), o forse per qualche altro motivo che chiude in fondo al cuore.

(Dal sito www.sellerio.it)

 

Biografia

 

Attore, scrittore e sceneggiatore italiano (n. Roma 1964). Dopo aver frequentato l’Accademia Nazionale d'Arte Drammatica, ha lavorato come attore sia cinematografico che televisivo, tra le interpretazioni nelle serie televisive si ricordano quelle in Linda e il brigadiere (2000) e Tutti per Bruno (2010). Al lavoro come sceneggiatore (come in Il siero della vanità, 2004 e Come Dio comanda, 2008), ha affiancato anche quello di regista. Ai due primi romanzi gialli pubblicati (Sangue Marcio, 2005 e La giostra dei criceti,2007) sono seguiti Pista nera (2013), La costola di Adamo (2014) e, tutti del 2015, Non è stagioneEra di maggio e uno dei racconti contenuti nel volume Turisti in giallo, che hanno come protagonista il vicequestore Rocco Schiavone, poliziotto fuori dagli schemi e poco attento alle forme; dello stesso anno è anche il romanzo breve Sull'orlo del precipizio, mentre tra i lavori successivi vanno citati, tutti nel 2016, Cinque indagini romane per Rocco Schiavone, uno dei racconti dell'antologia Il calcio in giallo, i romanzi 7-7-2007 e Orfani bianchi, nel 2017 La giostra dei criceti, uno dei racconti dell'antologia Viaggiare in giallo e il thriller Pulvis et umbra. Nel 2016 è stato anche cosceneggiatore della fiction Rocco Schiavone, che racconta le vicende del vicequestore nato dalla sua penna.

(Dal sito www.treccani.it)

 

Lettura e ideazione del progetto a cura del prof. Mauro Finazzi

 

Linguain italiano.

Ingresso gratuito fino ad esaurimento dei posti disponibili.

Orariodalle ore 19.00 alle 20.30

Casa di Dante - ICIB Instituto Cultural Italo-Brasileiro

Rua FreiCaneca, 1071

Tel.: 3285.6933